L’ABRUZZO A VINITALY E SOL 2012

Grandi degustazioni per i 40 anni di Trebbiano d’Abruzzo Doc. Sono 87 le cantine abruzzesi che partecipano all’edizione 2012 di Vinitaly, il salone internazionale dedicato al vino al quale l’Abruzzo partecipa quest’anno grazie all’impegno organizzativo del Consorzio di tutela Vini d’Abruzzo e del Consorzio di tutela Colline Teramane Docg, ai quali è stata affidata la parte promozionale e del programma delle degustazioni, mentre alla Regione Abruzzo e al Centro Interno delle Camere di Commercio spetterà il compito di coordinamento delle aree istituzionali.

Ad accogliere i visitatori all’interno del padiglione 11 è come di consueto il grande banco d’assaggio dell’Enoteca Regionale d’Abruzzo con il servizio gestito dai sommelier dell’Ais Abruzzo, mentre nella sala degustazione si susseguiranno gli appuntamenti dedicati alle eccellenze vitivinicole regionali, notoriamente caratterizzate dalla fortissima identità territoriale dei vitigni storici quali Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina, Cococciola, Montonico, Malvasia e Moscatello.

Il tema principale della presenza dell’Abruzzo è l’anniversario dei 40 anni della Doc Trebbiano d’Abruzzo, il cui disciplinare di produzione è stato riconosciuto nel 1972 e successivamente aggiornato nel 2009, che sarà protagonista di due grandi degustazioni organizzate dal Consorzio di Tutela d’Abruzzo (domenica 25 alle ore 11,30 guidata dalla sommelier Adua Villa) e dall’Associazione Vignaioli in Abruzzo (lunedì 26 ore 11,35 ospiti il giornalista sportivo Italo Cucci e il “trebbianista” storico Francesco Paolo Valentini) nel corso delle quali saranno proposte alcune ultime annate e le migliori dei quattro decenni.

Domenica 25 alle 14,30 sarà la volta dell’incontro con i “Vini prodotti con metodi tradizionali” (guidato dal professor Attilio Scienza e da Alessandro Bocchetti giornalista del Gambero Rosso), mentre lunedì 26 marzo ore 10,35 è previsto prima l’importante appuntamento con la degustazione “Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Docg: 6 passi intorno al Gigante” e successivamente la degustazione dedicata al vino Pecorino “un racconto fra mare e montagna” prevista alle 14,30 entrambe guidate da Alessandro Bocchetti.

La giornata di martedì 27 sarà dedicata all’incontro “b2b” delle aziende con operatori stranieri, mentre l’ultima giornata di mercoledì 28 ore 10,30 ci sarà spazio per gli altri “Vini autoctoni” regionali nella degustazione condotta dalla sommelier Adua Villa e per la partecipazione dei vini Docg Colline Teramane alla degustazione dedicata a 5 nuove Docg italiane organizzata da Civiltà del Bere.

La presenza dell’Abruzzo a Vinitaly e a Sol si connota anche dalle numerose iniziative che, insieme alla produzioni vitivinicole e olearie, hanno lo scopo di valorizzare le altre eccellenze alimentari, turistiche e dell’artigianato artistico: il Movimento Turismo del Vino Abruzzo si occuperà della gestione dell’area ristoro proponendo ogni giorno una serie di itinerari per far scoprire le tipicità enogastronomiche regionali (formaggi, salumi, pasta alla mugnaia, dolci tradizionali), denominato “Viaggio nell’Abruzzo del Vino”, che prevede una serie di prodotti e di preparazioni dolci e salate con il coinvolgendo produttori e cuochi dei diversi territori abruzzesi in abbinamento ai vini delle aziende socie del Movimento Turismo del Vino Abruzzo.

Il Consorzio delle Colline Teramane Docg, in collaborazione con la Provincia di Teramo e con la Camera di Commercio di Teramo, ha sviluppato due progetti: il primo coinvolge 5 territori di altrettante regioni italiane nei quali si producono vini Docg per presentare e far degustare le specialità teramane (dalla ventricina al pecorino, dal timballo ai bocconotti) anche all’interno dei diversi stand: si parte lunedì 26 dall’Abruzzo (ore 16,30), poi martedì 27 tappe nello spazio delle Marche (ore 11), nella Maremma Toscana (ore 14) e in Basilicata (ore 16,30), e infine mercoledì 28 in Piemonte (ore 11) per concludersi con la degustazione collettiva organizzata da Civiltà del Bere nella sala Argento del Palaexpò alle 15,30.

Il secondo progetto, sempre ispirato al marketing territoriale, prevede il coinvolgimento diretto di alcuni produttori che saranno ospitati all’interno dell’area del Consorzio che prevede un banco d’assaggio dei vini Docg e la possibilità di ammirare le creazioni ceramiste castellane di Simonetti e a quelle realizzate con il pane da Alberto il Fornaio. Ai primi mille visitatori sarà fatto omaggio di una confezione con i prodotti delle aziende alimentari teramane Verrigni, Frantoio Montecchia, Centini, Fracassa e Piacere Abruzzese e con il depliant promozionale dell’associazione di ristoratori “Abruzzo Qualità” della quale il Consorzio è da tempo partner.

Altra iniziativa collaterale legata al territorio teramano è organizzata nell’ambito della nuova iniziativa promossa dalla Città di Castelli in collaborazione con l’Ais Abruzzo, nota per la tradizione ceramista dal 1500, dal titolo “Il millenario legame tra la forma e la sostanza – Il vino si decanta in ceramica” che ha istituito un premio di natura culturale dedicato alle personalità che si sono particolarmente distinte per la divulgazione della conoscenza e il relativo sviluppo dell’enogastronomia: in questa prima edizione il riconosimento è stato assegnato alla trasmissione “Decanter “ di Radio2 Rai e ai suoi conduttori Fede e Tinto che riceveranno il premio domenica 25 marzo alle ore 10,30 all’interno dell’area degustazione dalle mani dei rappresentanti della regione Abruzzo, dell’amministrazione comunale di Castelli e dell’Ais Abruzzo.

Il calendario delle principali degustazioni

domenica 25 | 11:30 “40 anni della Doc Trebbiano d’Abruzzo”

domenica 25 | 14:30Vini prodotti con metodi tradizionali”

lunedì 26 | ore 10:30 “Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Docg: 6 passi intorno al Gigante”

lunedì 26 | ore 10:30 “40 anni del vigneto e 40 del vino Trebbiano d’Abruzzo”

lunedì 26 | ore 14:30 “Pecorino, un racconto fra mare e montagna”

mercoledì 28 | ore 10:30 “Vini autoctoni d’Abruzzo”

mercoledì 28 | ore 15:30 “ La nascita di un mito: Viaggio nei territori di 5 nuove DOCG” (Sala Argento)

IL CONSORZIO DI TUTELA VINI D’ABRUZZO: costituito nel 2002 il Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo riunisce 6000 prduttori-viticoltori (singoli e associati) e 120 vinificatori e imbottigliatori che rappresentano mediamente oltre l’80% del circa 1 milione di ettolitri (pari a circa 120 milioni di bottiglie) della produzione dei vini a denominazione di origine controllata. Oltre alle attività promozionali e di tutela, il Consorzio negli anni si è occupato della riorganizzazione e della revisione di tutti i disciplinari di produzione e della presentazione di nuovi disciplinari riguardanti il Montepulciano d’Abruzzo Doc, il Trebbiano d’Abruzzo Doc, il Cerasuolo d’Abruzzo Doc e l’Abruzzo Doc (ai quali si aggiungono le nuove Doc Tullum, Villamagna e Ortona) in alcuni casi con l’introduzione di nuovi parametri, delle tipologie Riserva e Superiore e/o con la individuazione di nuove sottozone che hanno contribuito a ridisegnare la geografia produttiva dell’Abruzzo. Presidente è Tonino Verna.

IL CONSORZIO DI TUTELA MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE DOCG: nato nel 2003 il Consorzio “Colline Teramane” tutela la produzione a Denominazione di origine Controllata e Garantita della regione Abruzzo, assegnata al Montepulciano d’Abruzzo prodotto secondo lo specifico disciplinare riconosciuto per le produzioni all’interno il territorio della provincia di Teramo. Oggi conta 78 soci guidati per il secondo mandato da Alessandro Nicodemi, per una produzione che riguarda circa 200 ettari iscritti per una produzione che raggiunge 750 mila ettolitri e circa 1 milione di bottiglie. Tra le particolarità introdotte di recente dal disciplinare della Docg Colline Teramane va segnalata l’introduzione, al posto della classica resa per ettaro prevista nella prima stesura, della resa per ceppo, che sui nuovi impianti (max 3300 ceppi per ettaro) non può superare 2,8 kg per pianta, mentre per i vecchi impianti il massimo di 5,9 kg per pianta.

 IL VINO IN ABRUZZO

Il settore vitivinicolo per l’Abruzzo rappresenta oltre il 20% della Produzione lorda vendibile agricola regionale e il 6% di quella vinicola nazionale. Dal punto di vista viticolo l’Abruzzo oggi conta poco meno di 33 mila ettari di superficie. Il vitigno più diffuso è il montepulciano che con quasi 19 mila ettari copre oltre il 56% dell’intera superficie vitata regionale, poi ci sono i trebbiani (toscano e abruzzese) con circa il 30%, coltivati su oltre 13.000 ettari di cui. Più distanziati ma in crescita gli altri i vitigni autoctoni, prevalentemente pecorino e passerina e gli altri autoctoni. Il Montepulciano d’Abruzzo con i suoi 960 mila ettolitri rappresenta la Doc più importante con circa l’80% del totale regionale, mentre la Doc Trebbiano d’Abruzzo risulta piuttosto stabile sui 180 mila hl/anno. In crescita sono le produzioni che registrano la Docg Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane (7500 mila hl), le nuove sottozone del Montepulciano d’Abruzzo, Casauria (2.700 hl), Terre dei Vestini (1.500 hl), la Doc Controguerra (circa 2.100 hl) e la nuove Doc Tullum (500 hl). Molto interessanti sono anche le produzioni a IGT che superano i 270 mila hl/anno (pari a oltre 2.600 ettari iscritti nel 2010) e che costituiscono un grande serbatoio di sperimentazione di nuovi vitigni e di nuovi vini. L’Abruzzo produce complessivamente 3 milioni di ettolitri (oltre 1 milione dei quali a Denominazione di origine), metà dei quali finisce in oltre 120 milioni di bottiglie prodotte da circa 180 aziende per un valore di circa 300 milioni di euro, 109 milioni dei quali generati all’estero dove anche nel 2011 l’Abruzzo si stima abbia registrato un aumento del 5,7% sull’anno precedente.

Negli ultimi cinque anni la geografia produttiva dell’Abruzzo è radicalmente mutata, con la revisione successive dei disciplinari più importanti che non hanno solo riguardato l’adeguamento dei parametri analitici e di resa, ma anche l’inserimento di nuove tipologie e di zone specifiche, e con la nascita di nuove Doc. Così per il Montepulciano d’Abruzzo che dalla vendemmia 2006 ha anche la versione Riserva, prevista contemporaneamente anche per le prime Sottozone Casauria e Terre dei Vestini (per la provincia di Pescara), e per le recenti Alto Tirino e Terre dei Peligni nell’aquilano e Teate in provincia di Chieti; e così per l’auspicata separazione della versione “in rosa” con la creazione di un autonomo disciplinare per il Cerasuolo d’Abruzzo (anche nella versione Superiore); ed ancora, per il Trebbiano d’Abruzzo Doc con le sue nuove versioni Superiore e Riserva. Nel 2008 è nata la Doc Tullum o Terre Tollesi la più piccola doc italiana che mira a valorizzare le produzioni dell’enclave storica di Tollo con diverse tipologie tra rossi e bianchi anche monovarietali e, dalla vendemmia 2010, è arrrivata la Doc Abruzzo. Proprio quest’ultima, dopo un iter lungo e laborioso, ha finalmente dato tutela e regolamentazione ai vitigni autoctoni recentemente tornati a nuova valorizzazione finora certificati solo come Igt: oltre a Rosso e al Bianco, anche nelle versioni Passito e Spumante, la Doc Abruzzo infatti prevede tipologie monovarietali per Pecorino, Passerina, Cococciola, Montonico e Malvasia, tutti anche nella versione Superiore. Con la vendemmia 2011, infine, ci sono anche la Doc Ortona e la Doc Villamagna, due enclave produttive della provincia di Chieti.

 L’ABRUZZO AL SOL

L’Abruzzo a Verona è rappresentato anche da 28 aziende olearie all’interno del padiglione del Sol con uno stand di circa 500 mq, che quest’anno si illumina con i premi ricevuti nell’ambito del Concorso “Sol d’Oro” al quale hanno partecipato circa 220 oli internazionali e che ha visto le aziende abruzzesi riportare alcuni importanti riconoscimenti:

Sol di Bronzo (cat. fruttato leggero): Az. Agr. Fantasia di Raiano (Aq)

Gran Menzione (cat. fruttato leggero): Frantoio Montecchia di Morro d’Oro (Te) e Frantoio Zappacosta di Bucchianico (Ch)

Gran Menzione (cat. fruttato medio):  Az. Agr. Tommaso Masciantonio di Casoli (Ch) e Soc. Agr. Forcella di Pescara

Gran Menzione (fruttato intenso): Frantoio Claudio Di Mercurio di Penne (Pe)

Questi e altri oli potranno essere degustati in occasione della degustazione guidata dal capo-panel Marino Giorgetti:

domenica 25 | 14:30 “Oli d’Abruzzo” (sala Mantegna, PalaExpò)

L’OLIO IN ABRUZZO

L’olivicoltura in Abruzzo conta attualmente su oltre 9 milioni di piante con più di quaranta varietà per gran parte coltivate con metodi biologici, alcune delle quali rappresentano, per qualità e quantità, la base dei 200 quintali di olio prodotti ogni anno, per il 90% di qualità extravergine di oliva, che ne fanno la quinta regione in Italia con circa il 4% della produzione. Nella provincia di Pescara comanda la Dritta, diffusa prevalentemente nel cosiddetto “triangolo d’oro” di Loreto Aprutino, Pianella e Moscufo, mentre sulle colline della Val Pescara si coltiva la Toccolana, che prende il nome dal territorio di Tocco da Casauria, entrambe utilizzate per la Dop Aprutino Pescarese, la prima ad essere riconosciuta in Europa, nel 1996. In provincia di Chieti, dove produce circa il 65% della produzione regionale, c’è invece la Dop Colline Teatine che tra l’Adriatico e la Maiella prevede il prevalente utilizzo della cultivar Gentile di Chieti, anche in questo caso con il previsto apporto di Leccino (coltivato in tutta la regione), oltre che di Nebbio, Intosso e Cucco, tipiche delle due sottozone Frentano e Vastese. Ultima nata è la Dop Pretuziano Colline Teramane con le sue varietà locali Tortiglione e Castiglione e con l’apporto di Frantoio e Leccino, che vengono coltivate lungo le colline litoranee e per circa 25-30 km. verso l’interno quasi fin sotto il Gran Sasso. Di grande qualità seppur limitata a causa delle altitudini, la produzione olivicola in provincia di L’Aquila, come dimostra il Sol di bronzo assegnato a un olio aquilano prodotto con la Rustica, una delle varietà più diffuse inisieme a Leccino, Gentile dell’Aquila, Pendolino e Moraiolo.